IL KYUSHINDO

Queste riflessioni nascono dall’esigenza di farvi partecipi del pensiero di uno dei grandi maestri che ho incontrato nel mio cammino nel mondo del Budo. In questo percorso le sue idee sono penetrate in me come parte integrante di ciò che vorrei voi comprendeste nel vostro percorso .Il mio cammino è stato lungo e difficile, il legame Judo/Aikido si è formato ripensando alle spiegazioni di Kenshiro Abbe che non eravamo in grado di capire, ma che poi hanno trovato la via per penetrare la mia superficiale concezione di cosa sia il Budo. Oggi non penso ci sia qualcuno in grado di approfondire i concetti che vi esporrò , e quindi dovrete fare degli sforzi ,ma voi siete avvantaggiati perché praticate Aikido che è una versione ancora più raffinata di questi pensieri.
La traduzione dei kanji di cui si compone il termine ci permette di avere una idea di cosa si tratti, ma come al solito questi possono essere letti ed interpretati in modi diversi portando spesso l’occidentale ad avere idee errate sul loro significato.
Ritengo di essere corretto identificando
KYU con ricerca della verità, studio, ricerca della perfezione
SHIN con perfezione, mente, spirito, centro che qualifica le cose
DO con via, cammino per
Molti lo considerano una nuova filosofia, in effetti il maestro K. Abbe è menzionato tra i filosofi giapponesi, ma io penso che si tratti di un diverso metodo educativo perché non è basato su speculazioni mentali ma è molto pratico ed investe la quotidianità.
I concetti che caratterizzano il Kyushindo si sono sviluppati in lui gradualmente dagli anni della gioventù, sino alla illuminazione, quando gli studi fatti e le esperienze di vita, hanno trovato il loro centro e si sono fusi, dando inizio al sogno che lo accompagnerà per tutta la vita.
La molla che ha fatto scattare in lui l’esigenza di un rinnovamento nel pensiero dei giapponesi e degli altri esseri umani è certamente nata dalla considerazione che le tradizioni e gli stili di vita, a seguito della sconfitta, erano radicalmente mutati, dispersi in un filosofia che mirava al soddisfacimento di benefici immediati, eliminazione dello spirito di sacrificio, perdita di tutti quei valori spirituali tratti dalla tradizione samuraica.
I fondamenti etici del Kyushindo vanno ricercati in antichi testi filosofici e religiosi giapponesi, nello studio del pensiero buddista del filosofo Nichiren, nello stretto legame intellettuale con il fondatore dell’Aikido, Morihei Ueshiba, nella ricerca del significato del Sutra del Loto, persino nei filosofi presocratici, e nei principi della severa educazione di tipo samuraica ricevuta vivendo nel Busen del Butokukai.
In effetti il termine esatto per definire la sua opera è Kyushindo Budo: metodo educativo incentrato sulle arti marziali.
Dato che il maestro K. Abbe fu probabilmente il più forte combattente di judo nel periodo pre seconda guerra mondiale, moltissimi praticanti che ebbero contatti con il suo insegnamento, cercarono soprattutto di carpirne i segreti tecnici per trasferirli in una qualunque arte marziale.Purtroppo non fu così, anche se oggi ci sono Organizzazioni che affermano di praticare le varie discipline con il suffisso Kyushindo. Ma il maestro non ha rilasciato a nessuno questa autorizzazione.
In effetti tutti i suoi allievi non sono stati in grado di entrare oltre una superficiale conoscenza del bagaglio tecnico del maestro. Anche noi imperiesi, che lo frequentammo abbastanza a lungo essendo allevi del maestro Botton , discepolo dal momento del suo arrivo in Europa, poco capimmo di cosa volesse comunicarci: la frammentarietà degli incontri, le difficoltà linguistiche (non parlo bene inglese,ma la mia shinai conosce tutte le lingue ) era la frase che accompagnava il suo insegnamento, non era certo il metodo più facile per penetrare un pensiero filosofico.Forse Cesare Barioli, tra gli italiani, un forte judoka milanese che lo tenne con sè qualche mese a Milano riuscì a penetrare il senso del suo Kyushindo judo. In quel tempo anche noi ,come tutti, cercavamo il mezzo e la tecnica più congeniale per vincere,ma non capivamo anche perché non vedevamo una logica sequenza su ciò che ci insegnava. Fui orgoglioso quando mi volle scrivere Kyushindo sul dorso dell’hakama e la osservavo come un dono particolare di un grandissimo maestro, ma francamente il significato di cosa fosse e cosa comportasse viverlo mi fu chiaro solo dopo molti anni di ricerche. Con il passare del tempo e con l’approfondimento dell’Aikido, mi sono ritrovato a riconsiderare cose udite dal maestro Abbe e a mia volta a riproporle agli allievi come fossero miei pensieri, ma erano invece frasi nascoste nell’inconscio che avevano trovato il terreno adatto per chiarirsi .

KIHON I fondamenti

Il Kyushindo è fondato sullo studio delle leggi fisiche quali manifestazioni di principi che regolano l’universo e attraverso lo studio possiamo inserirli nel nostro spirito.
Benché le nostre conoscenze di queste leggi sono troppo limitate,a causa dei nostri limiti, possiamo dire di conoscere solo l’apparenza delle cose ; i l Kyushindo tende ad oltrepassare la non realtà andando a ricercare il cuore dei fenomeni attraverso lo studio di tre principi fondamentali.

Sono tre i cardini su cui poggia tutto il Kyushindo:
Bambutsu ruten: tutto si muove
Ritsudo: i movimenti sono ritmici
Chowa: tutto tende all’armonia

Il primo è strettamente legato al pensiero presocratico di Eraclito, anzi è la traduzione dell’aforisma Panta Rei
che afferma l’unità degli opposti e che tutte le entità si muovono incessantemente: (tutto cambia, non si può fare un passo nella stessa acqua di un fiume).
Ora se tutto si muove in un moto perpetuo, ne deriva che non ci può essere nulla di fisso.Se l’universo è in perenne moto ed è infinito, il tempo diviene solo astrazione umana, i nostri concetti sono di natura dualistica perché tutto esiste in relazione ad un altra cosa : concepiamo il vuoto perché conosciamo il pieno, attribuiamo valore al giorno perché opposto alla notte, tutti i fenomeni sono in opposizione ma reciproci. (teoria dello yin e yang) .
Qualcuno si chiederà ma cosa centra questo con le arti marziali? I movimenti del Kyushindo sono di natura circolare e riflettono quelli dell’universo.

Ritsu do

I movimenti dell’universo e della natura sono circolari, così ne deriva che se il nostro corpo si muove in modo circolare, è perfettamente a suo agio perché segue la natura,
ma questa segue i suoi movimenti tranite i cicli, es.le stagioni,così ne deriva il concetto che tutto deve essere ritmico, come le onde del mare. Riconoscendo la forma sferica dell’universo come quella ideale e assumendo come punto di riferimento la sfera quale forma geometrica ideale, ne deriva che osservando i movimenti ritmici in seno alla natura possiamo inserirli nelle forme del Budo. L’uomo deve muoversi secondo linee circolari perché nell’universo le linee erette non esistono.

CHOWA

In natura tutte le cose tendono all’armonia mediante la legge dell’azione-reazione; dalla osservazione delle leggi naturali possiamo capire l’ordine universale ed il modo corretto per vivere.( identico al pensiero di O’Sensei). In natura ad ogni azione c’è una reazione eguale e contraria perché tutti i movimenti tendono all’armonia che è la legge assoluta, quella che regge le leggi della natura e dell’universo, che con le sue incessanti trasformazioni rende la vita possibile. ,Le energie yin e yang,il positivo ed il negativo,in perenne conflitto ,tendono però all’armonia all’equilibrio; l’uomo ,costituito da due parti, una fisica ed una spirituale deve svilupparle armoniosamente altrimenti è fuori equlibrio e non può vivere bene; il Kyushindo agisce su entrambi per portarli in armonia : CHOWA.
Cosa propone il maestro K. Abbe ,torniamo al kanji Kyu che significa ricerca ,di cosa?
Il primo passo è la ricerca di se stessi attraverso una continua interrogazione dei nostri atti quotidiani accumulando esperienza per inserirla nel mondo che ci circonda.
Il secondo passo è quello di aprire la mente a tutto, senza condizionamento e pregiudizi perché sono questi i nidi da cui escono violenza e sopruso. Attraverso l’esempio personale altri saranno invogliati a percorrere questo cammino, altri forse no, ma voi continuate il vostro cammino senza preoccuparvi.

Educazione

Il Kyushindo aspira ad educare l’uomo ai più alti livelli
con il richiamo ai valori del Budo: lo sviluppo di qualità come la modestia,il rispetto, l’osservare le leggi dal creato aiutano il praticante in questo compito.
La nascita di capacità tecniche è solo il primo passo, perché l’aspetto morale è dominante: senza questo non c’ è vera abilità. E’ la comprensione dei principi quella che rende utile l’allenamento, l’aspetto tecnico diviene sempre più relativo. Ciò non significa che questo non ci sia, ma la tecnica deve scaturire da un centro che la faccia espandere; è inutile memorizzare centinaia di tecniche, e una sola vita non basta perché sono infinite e si creano continuamente (takemusu dell’Aikido) mentre è utile una morale che ci accompagni nella quotidianità: se imparo a relazionarmi con le leggi universali, il dono che riceverò sarà la capacità di realizzare qualsiasi tecnica. Ma lo scopo della vita non è questo. L’acquisizione delle tecniche deve essere un mezzo per capire i principi universali attraverso l’autodisciplina, avvalendoci di tecniche dolici, rotonde, morbide possiamo trasferire questi comportamenti nella vita di relazione, e giungeremo a trasmettere pace e dolcezza attorno a noi La comprensione delle leggi naturali mi porta ad avere un corretto senso del giusto, di conseguenza se ogni mia azione è giusta, devo metterla subito in pratica sia sul tatami che nella vita, ma ci vuole coraggio. Dobbiamo divenire come una sfera, nel cerchio non ci sono spigoli, pensiamo che i nostri movimenti avvengono tutti attraverso archi di cerchio, così se ci muoviamo in senso circolare seguiamo la natura, in questa i movimenti rettilinei non esistono
I saggi antichi affermavano che se un pensiero è retto, porta a rette azioni, e questo ci permette di evolverci.
Il coraggio di agire sul tatami per divenire maestri nelle tecniche, è tempo sprecato, anzi spesso le arti marziali sono la via più facile per divenire avidi di potere, di forza, violenti. Odio, rabbia, prepotenza, prevaricazione, tutto questo non esiste nel Kyushindo budo.
Imparare l’armonia di relazione con tutto ciò che ci circonda e relazionarlo con il sè richiede tanto tempo e sacrificio. Eliminare l’idea di essere più forte di un altro, migliore non è oggettivamente facile. Il Kyushindo tende a eliminare un errato concetto dell’ego, la massima di K. Abbe è:le mie potenzialità hanno un limite, questa frase, detta da un uomo come lui dovrebbe farci riflettere, perché capire i nostri limiti ed adeguare ad essi le nostre aspirazioni, ci permette di formulare obiettivi che possono essere realizzati, invece pensare in grande porta quasi sempre alla delusione, cercare sempre nuove cose all’esterno, potere, ricchezza, fama ed oggi aggiungo io visibilità, portano solo alla delusione. Osservate la vita, nasce dal piccolo e si espande.Gli esseri umani si distinguano dagli animali perché hanno la conoscenza del morale nelle azioni compiute, ma questa non è innata,e deve essere educata ed indirizzata in modo corretto per consentire ai nostri comportamenti di essere in armonia con le leggi universali.
Se le nostre azioni sono sono condizionate dalla fama, il denaro, il potere ,non sono un essere morale e non trovo posto nel mondo del Budo

PARTE SECONDA

Tecnica
Questa probabilmente sarà la parte più attesa dai lettori, come al solito cercheranno indicazioni valide per migliorare la propria arte, ma devo deluderli, non è che non ci siano indicazioni tecniche, ma sono talmente sottili che se uno non comincia ad applicare quanto suggerito in precedenza non capirà e tutto rimarrà una amena lettura.
Provo comunque a dare qualche chiarimento anche perché i principi che seguono sono identici a quanto si dovrebbe fare in Aikido.
Da un punto di vista strettamente tecnico il Kyushindo si ricollega al grande filone delle tecniche marziali e alle strategie scoperte dagli antichi maestri cinesi secondo il principio JU,ovvero della morbidezza e della flessibilità. Abbiamo detto che nel Kyushindo tutto ciò che è violento è immorale e quindi deve essere bandito dal carattere degli umani, ne consegue che l’arte del maestro Abbe appartiene alla grande famiglia delle A.M. dolci.
Attraverso la tecnica impariamo ad agire sulle otto linee per riuscire a squilibrare l’avversario senza sforzo, in modo dolce, cadrà naturalmente senza danni e lo proteggereremo; se ricordiamo quanto detto all’inizio, capiremo che una tecnica non potrà mai essere identica, perché tutto si nuove e cambia, ecco che nasce il concetto che la tecnica di per sé è inutile e quindi si potrebbe evitare di darle un nome.
Pertanto è inutile cercare il movimento perfetto: ciò che conta è l’azione del momento attuale in armonia con le leggi dell’equilibrio e della centralità (ancora Aikido).
Se uke si lancia, produce energia che se non voglio mi investa devo dissipare assorbendola o deviandola per ripristinare l’equilibrio e quindi l’armonia Chowa; per agire in tal senso il seika tanden deve essere al centro dell’asse che dall’ano giunge al vertice del capo, vale a dire devo essere in un shizentai corretto (ricordate gli insegnamenti del maestro Chassang), ancora Aikido, ma vale per tutte le arti marziali. I praticanti di Budo conoscono l’importanza del seika tanden quale centrale delle energie del corpo, e allenarlo ci permette di essere recettivi al mondo circostante :siamo rilassati, con la mente libera in e quilibrio, così possiamo fronteggiare una situazione di stress (attacco fisico nel budo, problemi di vita nel mondo esterno e riportare in equilibrio senza azione violenta.
Allenarsi nel kyushindo budo, significa provare il proprio sè e non cercare di vincere un altro (ricordate la pirma delle tre vittorie dell’aikido sendo O Sensei?).L’unico combattimento è su tatami: ilvincitore ha dato il meglio, lo sconfitto riflette sulle cause delle sue mancanze e riflette su come porvi rimedio, in tutto questo la violenza è bandita, semplicemente assorbiamo l’attacco dell’avversario spostando il nostro centro e muovendoci secondo le spirali, come i movimenti delle galassie possiamo creare il vuoto difronte l’avversario se conosciamo le leggi dell’equilibrio e della azione-reazione .
Non è un compito facile acquisire la capacità di deviare un forte e violento attacco, fisico o mentale occorre molto studio e autodisciplina, non ci sono scorciatoie nè maestri.Se l’allievo impara le leggi di natura perchè un corpo cade ,le linee di attacco, il movimento che ci permette di porlo in kuzushi, diviene facile agire, e l’accumulo di tecniche diviene inutile. La consapevolezza che più un attacco è forte, più facile sarà la sua neutralizzazione, se noi agiamo nel punto debole e ricreiamo l’equilibrio ci permette di realizzare l’armonia.Capire che l’atto stesso dell’attacco genera la sua sconfitta richiede lo sviluppo di un carattere coraggioso che deve avvenire con gradualità, senza forzature.

SHIN
La pratica del kyushindo ci spinge alla ricerca del cuore dei fenomeni, questa ricerca non ci porta naturalmente alla scoperta di verità assolute che non esistono, noi con la mente possiamo elaborare qualsiasi cosa, ma la realtà delle cose ci pone davanti alla piccolezza delle mostre reali capacità e conoscenze. Quanto sappiamo dell’universo è così povero che non possiamo affermare di conoscere con certezza, perché anche il conosciuto più modificarsi per una infinità di fattori, andare al cuore delle cose è un modo per avvicinarsi alla realtà delle cose, andare al cuore delle cose significa nelle forme Budo, ricercare il nostro seika tanden e da qui muoverci secondo i principi della natura.L’idea della sfera che muvendosi attorno ad un centro trova l’equilibrio che permette di allontanare o assorbire le forze che tendono a turbarlo, i principi delle otto linee di kuzushi ,muovendoci secondo linee curve senza sosta, fissarci su una tecnica porta all’arresto e questo è contro natura,è il compito del praticante, ma entrare nella dimensione del cerchio e della sfera richiede molto lavoro e molto tempo, perchè bisogna che i principi divengano una nostra seconda natura, solo così potremo applicarli con semplicità e naturalezza.

Filosofia

Come si può capire da queste brevi note, nel pensiero di Kenshiro Abbe la questione tecnica è marginale, i risultati da lui ottenuti erano l’espressione di una completa con= dizione interiore simile a quella di O’Sensei. Come affermavano gli artisti orientali, solo da un corretto pensiero nasce l’opera eccelsa, così il maestro Abe riteneva che la sua tecnica derivasse semplicemente da un corretto pensiero morale.
Purtroppo questa parte del suo Kyushindo è stata fraintesa, dimenticata perché richiede lungo studio sul sè per riuscire a sradicare tutti gli aspetti dell’ego.
L’allenamento del K.B si avvale di una successione di tappe che ci permettono di valutare i nostri progressi, vincere e cullarsi nell’illusione della propria abilità non fa parte del Kyushindo il combattimento vero è quello con noi stessi e non termina mai.
Certamente la via che Kenshiro Abbe ci indica non è tra le più facili, ma provare a seguire questi insegnamenti, anche se non sappiamo dove ci possono portare, è senza dubbio un mezzo per aiutare ad affrontare con coraggio le difficili condizioni di vita che la moderna società ci pone continuamente perché è un sistema pratico che non si perde nelle astrusità di una filosofia dfficile, ma si può applicare praticamente sul tatami e nella quotidianeità attravarso un continuo allenamento: il traguardo è quello dell’armonia con sé stessi e con gli altri esseri viventi.
Può darsi che questi difficile temi siano un pò astrusi e poco fattibili, non importa, conservateli, tra qualche anno potrete rivederli e farli vostri come è accaduto a me. Vi saluto e mi auguro siano di aiuto alla vostra personale ricerca
Domenico(allievo di sensei Kenshiro Abbe)


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