Questa arte marziale è un barlume di speranza per una futura civiltà migliore. La sua natura, nata dall’esigenza di vincere un nemico nel medioevo giapponese, propone una forma di educazione alla non violenza che oltrepassa i limiti degli sport di combattimento. E’ basato sullo sviluppo del principio “AIKI”, che possiamo definire come la forza che unifica le energie spirituali a quelle materiali, ponendo l’esigenza di accordo e riconciliazione in tutti i rapporti sociali. Dal punto di vista motorio mira a gestire la violenza tramite lo sviluppo della capacità di cedevolezza e della flessibilità. A diversità delle arti marziali divenute sport o spettacolo, in Aikido non c’è un vincitore: ci sono due contendenti che si confrontano in una situazione potenzialmente pericolosa e che devono risolverla nell’armonia e nel rispetto reciproco. Il competere non è inteso a definire chi sia il più forte o migliore, cosa che avrebbe come risultato una ineguaglianza, ma far capire la stupidità della violenza e della brutalità che mai sono intelligenti.. I ruoli si scambiano così ciascuno indossa i panni dell’altro senza che ci sia un dominante. La pratica si svolge nel Dojo, luogo ove i protagonisti devono assimilare quelle norme etiche tramandate dal codice dei samurai: saluto, rispetto, onestà, sincerità. Questo protocollo non permette che si arrivi al confronto feroce degli sport in cui la vittoria è desiderata ad ogni costo; l’assenza di vincitori o vinti garantisce la construzione di una eguaglianza tra i praticanti. L’insegnante ha lo scopo di evidenziare l’armonia che è in noi e di indicare la via pacifica per risolvere un conflitto. La realtà del Dojo ci permette di toccare con mano il sentimento di pace e riconciliazione; non si tratta di essere arrendevoli nè rigidi, ci sottoponiamo ad una disciplina del corpo e della mente per vivere l’alta filosofia del Maestro Ueshiba anche nella quotidianità; la Via dell’Aikido contiene in sè tutti gli elementi per promuovere la capacità e lo sviluppo di tutti gli esseri umani. Grande enfasi è data al rispetto della natura: i simboli della terra, del fuoco, dell’aria e dell’acqua sono alla base del lavoro fisico svolto nel Dojo.

La Terra ci porta a lavorare sul corpo (buona postura, equilibrio, elasticità, resistenza alla fatica ed al dolore)

L’Acqua interessa il possesso di una buona respirazione che sia coordinata ai movimenti corporei. 

Il Fuoco interessa l’aspetto mentale e la capacità di agire senza condizionamenti, pregiudizi, con quel distacco che permette di reagire prontamente ad ogni situazione di stress.

E’ un programma ambizionso, un processo lento che richiede anni di lavoro su di noi, ma che forse è l’ultima Via per cambiare ed uscire dal declino dei valori etici avvenuto nel secolo scorso. Per praticare l’Aikido non è necessario aderire al passato nè ad alcuna religione: è una ricerca del sè attraverso un duro tirocinio fisico.

Pier Domenico Anzalone Sensei